Metodo Golfera: perché alcune persone ricordano più di altre?

Restiamo spesso allibiti di fronte alle persone che sono dotate di buona memoria e, talvolta, le invidiamo se noi proprio non ci riusciamo. La domanda sorge quindi spontanea, ovvero perché alcune persone ricordano più di altre? Come ricorda l’esperto Gianni Golfera, la memoria è un dono prezioso, che merita di essere allenato e che può svilupparsi in modo sorprendente con le giuste tecniche e le giuste metodologie.

Ma vi sono anche dei fattori culturali e geografici che possono concorrere allo sviluppo della memoria di lungo corso.

Nel dettaglio, il fattore geografico è stato portato alla luce dalla psicologa Qi Wang della Cornell University, che in uno studio condotto nel 2001 ha intervistato 256 studenti americani e cinesi. Nel complesso, la ricercatrice ha dimostrato che i ricordi dei ragazzi americani erano più lunghi e dettagliati, mentre quelli dei ragazzi cinesi erano più brevi e frammentati. Perché questa differenza così rilevante?

Nelle società dove l’esperienza familiare è più profonda i ricordi si sedimentano prima e in modo migliore. Questo accade perché il coinvolgimento emotivo personale gioca un ruolo molto importante nella formazione dei ricordi. Un esempio classico è quello dei bambini Maori, che sviluppano ricordi fin dai due anni e mezzo.

Ciò accade perché per la loro cultura, il passato e il ricordo sono aspetti fondamentali, sui quali vertono le conversazioni e anche i rapporti familiari. Ecco che il sedimento della memoria diventa migliore e più radicato nelle persone che appartengono a certe culture a vivono in determinate aree del mondo.

Il fattore geografico viene ampiamente studiato dalla comunità scientifica, assieme all’aspetto familiare. Si tratta delle ragioni più note del perché le persone ricordano eventi, trascorsi e fatti legati alla prima infanzia. In questo caso le persone possono essere indotte a sviluppare una memoria più forte e dettagliata.

Ma anche chi non proviene da certi contesti familiari o da determinate culture può allenare la propria memoria, in età giovane così come in età adulta.

Si tratta di percorsi particolari e quasi unici nel loro genere, che aiutano le persone a giocare con le informazioni che ricevono e a trattarle in un determinato modo, permettendo al cervello di poterle immagazzinare correttamente e di ‘ripescarle’ quando serve.

Si tratta di un percorso affascinante e molto intenso, che aiuta le persone sia nei rapporti sociali che nella carriera professionale e che può svelare, ancora un volta, quanto straordinario e unico sia il potere della mente umana.